Il re degli strumenti è tornato a casa
di Sara Tourn
 

Il concerto di chiusura di «Musica al tempio» ha inaugurato l’organo del tempio valdese di Milano, appena restaurato
Si e' conclusa con un concerto speciale, sabato 10 giugno, la ricca stagione di «Musica al tempio», che per la quarta volta ha visto protagonista il tempio valdese di Milano con un’offerta musicale varia e originale.

Dopo i pianoforti, le fisarmoniche, le chitarre, gli archi arriva lui, il re degli strumenti musicali: l’organo. La particolarità è che si tratta dell’inaugurazione dell’organo della chiesa valdese, «tornato a casa» dopo un attento e completo restauro.

Dopo essere stato smontato e trasferito a Centallo (Cn) alla ditta Brondino Vegezzi-Bossi, nei mesi scorsi lo strumento è tornato in funzione durante i culti, anche se gli organari hanno continuato a fare piccoli interventi sul posto.

Dopo il collaudo definitivo dell’8 maggio, è arrivato quindi il momento di ri-presentarsi al pubblico, con un programma in grande stile, eseguito dall’organista titolare della Chiesa valdese di Milano, Giulio Piovani, che ha anche realizzato il progetto tecnico dell’opera di restauro. Sono state eseguite musiche di Johann Sebastian Bach e di alcuni compositori della tradizione romantica ottocentesca (César Franck, Marco Enrico Bossi, Louis Vierne e Alfred Hollins).

Presenti anche rappresentanti della Fondazione Cariplo e del Comune di Milano, che hanno contribuito al finanziamento del restauro, e i titolari della ditta restauratrice, Bartolomeo Brondino ed Enrico Vegezzi-Bossi.

La storia dell’organo comincia esattamente 65 anni fa, con la costruzione da parte della ditta milanese Balbiani Vegezzi-Bossi: all’epoca è «uno strumento che rappresenta l’ultima parola della organaria moderna e che, pur tenuto conto della sua limitatezza (22 registri reali) viene giudicato uno dei migliori organi di Milano», dice il verbale della commissione di collaudo presieduta da Cesare Chiesa (1885-1965), compositore e docente di canto e composizione al Conservatorio di Milano.

Nell’estate 2015 comincia l’imponente operazione di restauro, con smontaggio e trasferimento di tutti i numerosi pezzi (le canne sono circa 1500!). Il restauro, si legge nel comunicato stampa diffuso per l’occasione, «ha permesso non solo la completa ripulitura di tutto lo strumento e la sostituzione di pezzi logori e difettosi, ma anche il ripristino di un registro (il Celeste 8’) che nel corso dei decenni era stato asportato con un intervento poco felice. Inoltre si è colta l’occasione per spostare in avanti sulla cantoria l’intero strumento, ottenendo così una più razionale disposizione delle diverse parti dello strumento e un più facile accesso per l’ordinaria manutenzione».

Grande soddisfazione dell’associazione «Musica al tempio» che ha curato la rassegna, nelle parole della presidente Mimma Guastoni, che ha dichiarato a Riforma.it: «La stagione di Musica al Tempio, che si chiude con la gioia di un concerto di inaugurazione del grande organo restaurato, ha rappresentato una buona conferma degli intenti con cui è partita la nostra associazione: spazio di esposizione ai giovani talenti, concerti di qualità, ingresso a offerta libera. Abbiamo un nostro pubblico attestato intorno a una media di 120/150 persone, la stampa annuncia sempre i nostri concerti, il patrocinio del Comune di Milano è stato rinnovato e abbiamo ancora ricevuto il dono di alcune presenze di artisti famosi, come il Quartetto Noûs e il pianista e didatta Andrea Turrini, che sono determinanti per il sostegno di stagioni dedicate ai giovani interpreti. La nostra politica dell’ingresso a offerta libera è molto apprezzata dal pubblico, dalla stampa e dalle Autorità del Comune di Milano».

Un invito a conoscerci da vicino: una sezione che sinteticamente definisce il modo di intendere il cristianesimo da parte dei protestanti e dei valdesi in particolare, per comprendere i punti d’incontro così come quelli distintivi della nostra confessione rispetto alla dottrina cattolica. 

Per i valdesi al centro della fede cristiana vi è la lettura e il confronto con la Sacra Scrittura, ecco perché la predicazione è un momento molto importante del nostro culto.

Una linea diretta con la NEV, l’agenzia stampa della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, che dal 1971 si occupa di promuovere l’informazione sul protestantesimo.